2016/03/23

23 marzo

1912/03/23


Nasce a Wirsitz, in Germania (oggi Wyrzysk, in Polonia) Wernher von Braun. A tredici anni leggerà il libro di Hermann Oberth Die Rakete zu den Planetenräumen (“Il razzo nello spazio interplanetario”), che lo ispirerà a studiare matematica e fisica e a iscriversi alla Verein für Raumschiffarht (Associazione per i Viaggi Spaziali), dove diventerà assistente di Oberth nella sperimentazione dei razzi a propellente liquido. Studierà fisica e ingegneria meccanica e lavorerà per le forze armate tedesche, sviluppando i primi grandi razzi balistici, le V-2, che vengono usate dal 1942 per bombardare Londra e altri bersagli in Europa.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, von Braun e l’intera squadra di sviluppo missilistico si arrenderanno alle truppe statunitensi insieme a un ingente bottino di razzi e documenti tecnici e verranno collocati in un centro di ricerca a Fort Bliss, in Texas, proseguendo lo sviluppo dei razzi V-2 e lanciandoli dal poligono militare di White Sands, nel New Mexico. Nel 1952 von Braun verrà trasferito a Huntsville, in Alabama, e diventerà direttore del programma dell’esercito statunitense per le armi balistiche, sviluppando i razzi Jupiter-C, Juno e Pershing.

Dopo il lancio a sorpresa dello Sputnik da parte dell’Unione Sovietica, von Braun e i suoi tecnici verranno trasferiti alla NASA e svilupperanno numerosi progetti missilistici, fra cui i grandi lanciatori Saturn I, IB e V che porteranno i primi esseri umani sulla Luna. Von Braun morirà il 16 giugno 1977, a 65 anni [Britannica; NASA; NASA].


1961/03/23


Decollo del veicolo sovietico Vostok 3KA-2, che porta nello spazio un fantoccio che simula un cosmonauta e un cane di nome Zvezdochka: è l’ultima prova generale prima del lancio del primo essere umano, Yuri Gagarin, con un veicolo spaziale identico. La Vostok 3KA-2 compie un’orbita intorno alla Terra e rientra vicino alla città sovietica di Izhvesk, riportando sano e salvo a Terra il proprio equipaggio [Reuters; Russian Space Web].


1965/03/23


Viene effettuata la missione statunitense Gemini 3, primo volo con equipaggio del progetto Gemini. A bordo della capsula ci sono Gus Grissom e John Young. La Gemini 3 compie tre orbite intorno alla Terra nel corso di un volo che dura complessivamente 4 ore, 52 minuti e 31 secondi e si conclude con un ammaraggio nell’Oceano Atlantico a circa 60 miglia dalla nave di recupero principale, la USS Intrepid.

La missione include il primo uso di un sistema di manovra per il controllo dell’assetto in orbita che rende la Gemini 3 il primo veicolo spaziale statunitense interamente manovrabile. L’orbita del veicolo viene cambiata durante il volo, rendendola ellittica e poi più circolare, per dimostrare le tecniche che verranno applicate nelle successive missioni di rendez-vous e di attracco.

Grissom diventa il primo americano a volare nello spazio due volte: la prima volta aveva volato con la Mercury MR-4, che era affondata dopo l’ammaraggio ed è stata l’ispirazione per il nome non ufficiale della capsula Gemini 3, ossia Molly Brown, con riferimento alla storia della “inaffondabile” Molly Brown, sopravvissuta all’affondamento del Titanic.

Young è autorizzato a mangiare del cibo spaziale appositamente preparato, mentre Grissom ha l’ordine di non mangiare niente. Ma circa due ore dopo il lancio Young estrae da una tasca della propria tuta spaziale un tramezzino non autorizzato: è un panino ripieno di corned beef (manzo lessato e conservato sotto sale), comprato per lui due giorni prima dal collega Wally Schirra (famoso per i suoi scherzi). Schirra lo aveva passato di nascosto a Young la mattina del lancio. 

Grissom ne prende un morso e poi decide di metterselo in tasca perché si sta sbriciolando e le briciole che fluttuano in assenza di peso possono essere un pericolo, per esempio annidandosi dietro un pannello comandi o volando negli occhi di un astronauta (il cibo ufficiale di Gemini 3 ha uno strato di gelatina proprio per evitare questi problemi).

L’esperimento non previsto dura in tutto una decina di secondi, ma è sufficiente a divertire l’opinione pubblica e a scatenare le ire dei politici al Congresso, spingendo la NASA a imporre norme severe su cosa gli astronauti possono portarsi a bordo [History.com; GA; NHO; NHO; NASA; CollectSpace; NASA; Spaceline.org].

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Campioni di “cibo spaziale” preparati per la missione Gemini 3.


2001/03/23


La stazione spaziale russa Mir, abbandonata nel 1999, effettua un rientro controllato nell’atmosfera terrestre e si disintegra sopra l’Oceano Pacifico. Il rientro avviene grazie alla frenata impartita da un veicolo automatico Progress attraccato alla stazione. Alcuni frammenti della Mir, che ha una massa complessiva di 134 tonnellate, cadono nell’oceano senza fare danni.

La stazione conclude così la propria vita operativa, dopo oltre 86.000 orbite terrestri nel corso di 15 anni (il triplo della sua durata prevista), durante i quali ha ospitato 125 cosmonauti e astronauti di 12 paesi, ha accolto l’attracco di 31 veicoli spaziali (compresi 9 Shuttle statunitensi) e di 64 veicoli cargo senza equipaggio e ha ospitato circa 23.000 esperimenti scientifici e medici.

Non sono mancate le disavventure, come un incendio a bordo (1997/02/24) e una collisione con un veicolo di rifornimento Progress (1997/06/25) [2001/03/23 9:00 ora di Mosca; [animazione NASA; ripresa video CNN; foto SSA; NASA].

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La stazione spaziale russa Mir in orbita e durante un attracco di uno Shuttle nel 1995 (STS-71).