2016/03/16

16 marzo

1926/03/16


Robert Goddard, uno dei padri della missilistica moderna, lancia il primo razzo a propellente liquido che riesce a volare con successo [ESA; Space.com].


1926/03/16


Nasce a Creston, in Iowa, Walter Cunningham. Verrà selezionato dalla NASA come astronauta nel 1963 e volerà nello spazio nel 1968 con la missione Apollo 7, la prima dopo la tragedia di Apollo 1 che costerà la vita ai tre membri dell’equipaggio. Cunningham, insieme a Wally Schirra e Donn Eisele, orbiterà intorno alla Terra per undici giorni, usando una capsula molto simile a quella di Apollo 1 e non ancora del tutto modificata per evitare che si ripeta l’incendio a bordo di Apollo 1. Il volo di Apollo 7 stabilirà il record dell’epoca per la più grande massa portata in orbita e resterà il volo di collaudo più lungo di qualunque nuovo veicolo spaziale [NASA; NHO; NASA].

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Walt Cunningham all’epoca della missione Apollo 7 [NHO].


1959/03/16


Nasce a Flint, in Michigan, Michael J. Bloomfield. Verrà selezionato dalla NASA come astronauta nel 1994 e volerà nello spazio nel 1997 come pilota dello Shuttle Atlantis (STS-86), nel 2000 come pilota dello Shuttle Endeavour (STS-97) e nel 2002 come comandante della missione STS-110 dello Shuttle Atlantis [NASA; NHO; Spacefacts].


1966/03/16


Lancio della Gemini 8, che viene lanciata da un razzo Titan 2 e porta in orbita terrestre Neil Armstrong e David Scott. Per entrambi è il primo volo nello spazio. La Gemini 8 effettua il primo attracco (docking) fra due veicoli spaziali in assoluto, raggiungendo e agganciando un veicolo senza equipaggio Agena lanciato meno di due ore prima.

L’attracco, effettuato da Armstrong, è un successo totale: i due veicoli stanno viaggiando a 28.900 km/h, ma le manovre orbitali sono talmente precise che la velocità relativa è di soli 8 centimetri al secondo. Scott annuncia con entusiasmo l’attracco: “Abbiamo attraccato! Sì, è veramente liscio come l’olio!” (“We are docked! Yes, it’s really a smoothie!”). Un’altra tappa significativa della corsa verso la Luna è stata completata.

La Gemini 8 entra in una zona dell’orbita nella quale non c’è contatto radio con il Controllo Missione, come previsto, ma quando ne riemerge le parole di Scott hanno tutt’altro tono: “Qui abbiamo un problema serio” (“We have a serious problem here”). A insaputa degli astronauti, un motore di manovra della loro capsula è andato in avaria e la sua spinta sta facendo ruotare su se stessi i due veicoli agganciati.

Sospettando erroneamente che la rotazione imprevista sia causata dal veicolo Agena, i due astronauti si sganciano da quest’ultimo, ma in questo modo riducono la massa del sistema sul quale agisce il motore malfunzionante e quindi la rotazione non fa che aumentare, arrivando a un giro al secondo, con il rischio che gli astronauti si disorientino e in poco tempo perdano i sensi.

Neil Armstrong spegne l’intero impianto dei motori di manovra e usa poi i motori di manovra di rientro per riprendere il controllo della Gemini 8. Questo risolve l’emergenza, ma consuma circa il 75% del propellente disponibile per effettuare il rientro e quindi il Controllo Missione decide di ordinare un rientro anticipato rispetto al piano di volo.

La Gemini 8 ammara, dopo aver effettuato un’altra orbita, a circa 1000 km a sud di Yokosuka, in Giappone. Armstrong e Scott attendono i soccorsi per tre ore, tormentati dal mal di mare ma sani e salvi. L’emergenza felicemente risolta dimostra la capacità degli astronauti e dei tecnici a Terra di gestire gli imprevisti. La prontezza di reazione di Armstrong cementa la sua reputazione fra gli astronauti e contribuirà non poco alla sua selezione per le missioni lunari; anche Scott andrà sulla Luna [NASA; GA].

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Decollo del vettore Titan con la capsula Gemini 8.


1975/03/16


La sonda statunitense Mariner 10 effettua il suo terzo e ultimo passaggio ravvicinato intorno a Mercurio, rilevando il campo magnetico del pianeta [NHO].


1978/03/16


Rientrano sulla Terra dalla stazione spaziale sovietica Salyut 6 i cosmonauti Yuri Romanenko e Georgi Grechko. Stabiliscono il nuovo record di durata di una singola permanenza nello spazio: 96 giorni. Verso la fine della missione Romanenko ha iniziato ad avere un fortissimo mal di denti, ma non c’erano antidolorifici a bordo e quindi ha dovuto sopportare il dolore. Il padre di Grechko è morto durante la missione, ma Romanenko decide di non dirlo a Grechko fino al ritorno sulla Terra [Almanac of Soviet Manned Space Flight, 1990; SSA; Astronautix].